Melting Media. Ai margini della crisi climatica

Melting Media. Ai margini della crisi climatica
L’immaginario stereotipato comunicato dai mass media globali in merito alle problematiche ambientali genera una situazione di forte scollamento rispetto alle situazioni che concretamente vengono affrontate nelle singole realtà locali. La nostra attenzione viene spesso veicolata verso questioni distanti da un interesse strettamente quotidiano, impedendoci di concepire realmente la crisi climatica come una problematica alla nostra portata e rendendoci spettatori passivi della minaccia. In occasione dell’edizione 2023 del Festival, abbiamo deciso di dar voce a questo “margine” comunicativo attraverso la mostra “Melting Media - Ai margini della crisi climatica”. L’esposizione si propone come un’indagine antropologica, emotiva e culturale che attraverso le opere racconta il territorio lainatese e dà voce a una quotidianità problematica non sempre considerata nei discorsi mediatici. Grazie a un lavoro congiunto di riflessione sul tema e di indagine sul territorio, gli artisti coinvolti hanno cercato di rappresentare questo divario comunicativo. La ricerca ha infatti dato vita a quattro opere che, grazie a differenti prospettive, si fondono in un dialogo unico e allo stesso tempo duale in grado di mettere in luce quel confronto tra globale e locale, caposaldo della nostra narrazione.

Erica Bardi
Erica Bardi (Napoli, 1998) è una fotografa che vive e lavora a Milano. Studia pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano, laureandosi nel 2021. Nello stesso anno si iscrive al corso di Fotografia e Linguaggi della Comunicazione Visiva presso il Cfp Bauer, terminando i corsi nel 2022 e iniziando uno stage presso la galleria Still Fotografia di Milano sotto la direzione di Denis Curti. Ha esposto con l’associazione Centrale Fotografia (2021) e Inverart – Padiglione d’arte giovane (2022), presso la galleria Still Fotografia di Milano (2023) e il Liquida Photofestival (2023).

Valeriana Berchicci
Valeriana Berchicci, (Termoli, 1987) è un’artista che si interessa di pratiche relazionali legate alle sperimentazioni massmediali che fonde lo studio dell’immagine alla realizzazione di dispositivi artistici attraverso la fotografia, il video, l’istallazione correlate da ricerche accademiche. La sua pratica sperimentale affonda le sue radici nello studio della semiotica, dell’estetica e della psicologia amplificata dall’uso dei mezzi di comunicazione di massa. L’artista, in particolare attraverso il dispositivo Opera/Evento richiede un processo di lettura, d’interpretazione e conseguentemente d’azione da parte di un pubblico partecipe e dinamico, interessato ad analizzare la realtà con le sue complessità e contraddizioni. Il pubblico è l’oggetto principale del suo processo d’indagine, infatti esso viene chiamato ad una reinterpretazione della realtà e di ciò che l’artista gli suggerisce, instaurando un processo che conduce ad un’analisi delle situazioni culturali e linguistiche nell’ambito sociale. Valeriana Berchicci ha studiato presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino e quella di Roma. Dal 2016 lavora con l’artista Antoni Muntadas. Nel 2015 ha realizzato un progetto con il dipartimento educazione del MAXXI. Tra il 2013 ed oggi ha esposto in diverse altre sedi Istituzionali nazionali e internazionali tra cui: MACRO; MAXXI; Casa delle Letterature, Temple University; Akademie der Bildended Kunste Nurnberg. Ha partecipato all’International Culture Forum 2018 all’Imperial Academy of Arts a San Pietroburgo e ha esposto in una mostra collettiva mostra collettiva collaterale alla 58^ Biennale di Venezia. Tra i suoi progetti: Lo Spiracolo e Cityscapes Museum: Museo digitale della memoria, da poco censito nella Digital Library Istituto Centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale del Ministero della Cultura Italiano.
